(dati e considerazioni di ASSOENOLOGI)
L’andamento climatico e meteorico dei mesi di settembre e di ottobre - aggiunge il direttore di Assoenologi - hanno influito anche sui livelli qualitativi non portando a quei miglioramenti tanto auspicati. Nel mese di settembre il sole è stato in quasi tutt’Italia avaro e le piogge in molte zone non hanno lasciato scampo. Quindi, la situazione è di un’Italia vinicola a macchia di leopardo, ove in una stessa regione il buono si scontra con l’eccellente e l’ottimo con il mediocre. Complessivamente la qualità della produzione 2010 è buona con diverse punte di ottimo, ma con l’assenza di eccellenze.
Prima di prendere in considerazione la vendemmia 2010 ricordariamo le caratteristiche quantitative e qualitative delle tre precedenti campagne che sicuramente non sono state tra le più brillanti degli ultimi vent'anni.
2007: la più anticipata degli ultimi 70 anni, la più scarsa degli ultimi 50. Il 2007 è stata una delle vendemmie più scarse degli ultimi 50 anni visto che si produssero solo 42,5 milioni di ettolitri. Le operazioni di raccolta iniziarono la prima settimana di agosto, 10/20 giorni prima rispetto alla media pluriennale. Il decremento produttivo ebbe le sue massime punte nel Sud d'Italia ed in particolare in Sicilia. L'andamento climatico bizzarro che caratterizzò tutto il ciclo vegetativo determinò una qualità buona ma senza punte di spicco.
2008: salvata da uno straordinario mese di settembre. Nel 2008 si produssero 46,2 milioni di ettolitri di vino con un incremento del 9% rispetto all'anno precedente che, come abbiamo visto, è stato però molto avaro. Le regioni del Centro Nord, ad eccetto della Lombardia, del Veneto e dell'Emilia Romagna, furono caratterizzate dal segno meno, quelle del Centro Sud, ad eccezione del Lazio e della Sardegna, recuperarono notevolmente rispetto alla precedente produzione, tanto che la Sicilia fece registrare +35%. Le positive condizioni climatiche verificatesi in tutt'Italia nei mesi di settembre e di ottobre prolungarono il periodo di accumulo e di raccolta permettendo un forte recupero qualitativo al Centro Nord e in particolar modo per quei vini ottenuti da uve vendemmiate tardi. Il 2008 è valutato come un'annata assai eterogenea, comunque complessivamente buona con solo qualche punta di ottimo.
2009: bizzarra . Il 2009 ha presentato caratteristiche ancora diverse dalle due precedenti annate a partire dalle precipitazioni autunno-invernali, considerate dal Cnr tra le più abbondanti dal 1803. Ad una primavera capricciosa è seguita un'estate iniziata all'insegna della pioggia e proseguita con temperature sensibilmente al di sopra della media stagionale. Nel 2009 si produssero 45,8 milioni di ettolitri di vino. L'Italia fu divisa in due: la tirrenica, incrementi produttivi abbastanza omogenei (5/10%), per contro la parte adriatica decrementi altrettanto omogenei (5/10%). A causa del bizzarro andamento climatico e meteorico la qualità in tutt'Italia è stata piuttosto difforme.
2007: la più anticipata degli ultimi 70 anni, la più scarsa degli ultimi 50. Il 2007 è stata una delle vendemmie più scarse degli ultimi 50 anni visto che si produssero solo 42,5 milioni di ettolitri. Le operazioni di raccolta iniziarono la prima settimana di agosto, 10/20 giorni prima rispetto alla media pluriennale. Il decremento produttivo ebbe le sue massime punte nel Sud d'Italia ed in particolare in Sicilia. L'andamento climatico bizzarro che caratterizzò tutto il ciclo vegetativo determinò una qualità buona ma senza punte di spicco.
2008: salvata da uno straordinario mese di settembre. Nel 2008 si produssero 46,2 milioni di ettolitri di vino con un incremento del 9% rispetto all'anno precedente che, come abbiamo visto, è stato però molto avaro. Le regioni del Centro Nord, ad eccetto della Lombardia, del Veneto e dell'Emilia Romagna, furono caratterizzate dal segno meno, quelle del Centro Sud, ad eccezione del Lazio e della Sardegna, recuperarono notevolmente rispetto alla precedente produzione, tanto che la Sicilia fece registrare +35%. Le positive condizioni climatiche verificatesi in tutt'Italia nei mesi di settembre e di ottobre prolungarono il periodo di accumulo e di raccolta permettendo un forte recupero qualitativo al Centro Nord e in particolar modo per quei vini ottenuti da uve vendemmiate tardi. Il 2008 è valutato come un'annata assai eterogenea, comunque complessivamente buona con solo qualche punta di ottimo.
2009: bizzarra . Il 2009 ha presentato caratteristiche ancora diverse dalle due precedenti annate a partire dalle precipitazioni autunno-invernali, considerate dal Cnr tra le più abbondanti dal 1803. Ad una primavera capricciosa è seguita un'estate iniziata all'insegna della pioggia e proseguita con temperature sensibilmente al di sopra della media stagionale. Nel 2009 si produssero 45,8 milioni di ettolitri di vino. L'Italia fu divisa in due: la tirrenica, incrementi produttivi abbastanza omogenei (5/10%), per contro la parte adriatica decrementi altrettanto omogenei (5/10%). A causa del bizzarro andamento climatico e meteorico la qualità in tutt'Italia è stata piuttosto difforme.
CONSIDERAZIONI SULL’ANNATA 2010
Le prime tre regioni a tagliare i grappoli sono state, tra il 16 e il 18 agosto, la Sicilia, la Lombardia con la Franciacorta e la Puglia. Per contro in Piemonte, Trentino, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Sardegna la vendemmia è iniziata nell'ultima decade di agosto. In buona parte del Veneto, in Alto Adige, in Friuli Venezia Giulia, e nelle Marche è iniziata nei primi giorni di settembre solo per le varietà precoci (Chardonnay, Pinot, Sauvignon). Il pieno della raccolta in tutt'Italia è avvenuto nella terza decade di settembre. I conferimenti delle stragrande maggioranza delle uve si sono conclusi entro il 20 di ottobre, mentre gli ultimi grappoli di Nebbiolo in Valtellina, di Cabernet in Alto Adige e di Aglianico del Taurasi in Campania verranno staccati sino a metà novembre.
Si ipotizza che la produzione di uva 2010 oscilli tra i 60 e i 64 milioni di quintali che, applicando il coefficiente medio di trasformazione del 73%, danno circa 45,5 milioni di ettolitri. Va ricordato che in diverse regioni, in particolar modo del Sud d'Italia, la produzione risulta diminuita anche a causa delle estirpazioni volontarie e con premio comunitario, nonché dall'entrata in essere della “vendemmia verde” (che consiste nel rendere improduttivo il terreno per un anno), misure che hanno tolto dalla produzione migliaia e migliaia di ettari di vigneto.Il ciclo vegetativo. L’inverno nel Centro-Nord d'Italia è stato caratterizzato da basse temperature e abbondanti nevicate. Decisamente elevate le precipitazioni. In Romagna piogge così abbondanti non si verificavano da trentotto anni. Anche al Sud e nelle isole l'inverno è stato rigido, lungo e piovoso. Le basse temperature hanno determinato un ritardato risveglio della vite, agevolato da abbondanti precipitazioni, che hanno ricostituito, in particolar modo nell'Italia centro-meridionale, le riserve idriche e in settentrione garantito una quantità d’acqua di tutta considerazione che ha favorito un germogliamento lussureggiante, tanto che, in alcune regioni, i millimetri di pioggia sono stati quattro volte quelli caduti nel 2009.
Anche la fioritura è stata caratterizzata da temperature alte e basse e da abbondanti piogge in particolar modo nel Centro-Nord. Il mese di luglio si è distinto per umidità e temperature che nel Nord Italia hanno superato i 36°C e in Italia meridionale sono arrivate a toccare i 40°C. In tutt'Italia l'invaiatura è stata ritardata dai 10 ai 15 giorni rispetto allo scorso anno, ma è nella media pluriennale. Lo stesso dicasi per l'inizio della vendemmia. In diverse regioni si sono verificate diverse grandinate primaverili ed estive anche di forte intensità, che hanno però colpito zone produttive circoscritte, compromettendo solo poche centinaia di ettari su tutto il territorio nazionale. A un caldissimo luglio è seguito un agosto con sbalzi di temperatura anche di 10 gradi. Abbondanti, in particolar modo al Centro-Nord, le piogge che in certi casi hanno rischiato di “annegare” la produzione mentre le alte temperature del Sud hanno rischiato di “bruciarla”. I mesi di settembre e di ottobre non hanno poi garantito il sole sperato, alternando belle giornate con altre piovose, sia pur caratterizzate su quasi tutto il territorio nazionale da forti escursioni termiche. A causa del bizzarro andamento climatico la qualità è alquanto eterogenea anche nell’ambito della stessa regione. Complessivamente è buona con diverse punte di ottimo ma senza eccellenze.

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