venerdì 13 aprile 2012

Scusate, non ha niente a che fare con il vino, ma ho letto questa notizia e mi sembrava....interessante

 

La Cina sfida l’aglio Made in Italy


La Cina sfida le produzioni di qualità italiane. Il pericolo per le denominazioni di origine è l'aglio cinese di Jinxiang Da Suan.
L’Unione europea ha infatti attribuito al prodotto orientale il riconoscimento e la tutela comunitaria come prodotto ad Indicazione geografica Protetta (Igp).

La guardia per i tanti agli italiani dovrà dunque, da oggi in poi, restare alta.
In particolare tra i primi produttori che dovranno attrezzarsi per competere con il prodotto cinese saranno i produttori che producono specialità italiane come l'aglio rosso di Sulmona e l'aglio polesano, l'aglio bianco di Vessalico, l'aglio dell'Ufita, l'aglio di Molino dei Torti, l'aglio di Resia, l'aglio Massese, gli agli rossi di Castelliri, di Nubia, di Procedo, il maremmano e l'aglio di Monticelli.

giovedì 12 aprile 2012

Enoteca Regionale del Veneto

L’Enoteca regionale offre una panaromica veramente esaustiva  dei vini dell’enologia veneta

La carta dei vini presenta tutte le Denominazioni di origine controllate (Doc) e quelle anche garantite (Docg) del Veneto. 

Vi consiglio di visitare il sito http://www.enotecaveneta.it/  ma poi andate a Conegliano a visitare e... degustare

MIPAAF Comunicato Stampa



foto televideo

Televideo, pagina 414: nuova sezione dedicata alle attività del Mipaaf e all'agroalimentare italiano
(03/04/2012)

Nasce su Televideo una nuova pagina, la 414, dedicata alle attività del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Un canale di diffusione delle informazioni legate al mondo agroalimentare e dirette agli operatori del settore, agli agricoltori e ai cittadini per un aggiornamento costante su tutte le iniziative messe in campo dal Mipaaf.

Sei pagine per ottenere informazioni utili sui bandi, sulle attività istituzionali e promozionali, sulle novità legislative legate al mondo agricolo, al settore ittico e più in generale al comparto agroalimentare. Le pagine sono visibili anche su internet nel sito http://www.televideo.rai.it/.

lunedì 14 novembre 2011

Il vino novello

Anche quest'anno con l'arrivo del 6 novembre abbiamo incontrato nei vari negozi, enoteche, winebar il vino novello.
I vini novelli non sono vini giovani, ma vini ottenuti con un processo produttivo particolare : la macerazione carbonica. 
Questo processo nasce nel 1934 in Francia nel Beaujolais, e consiste nel mettere l'uva appena raccolta in vasche chiuse che vengono saturate di anidride carbonica (CO2), mantenendo un continuo flusso in entrata di CO2 che compensa quella assorbita dall'uva. L'uva viene lasciata per 7-15 giorni in questo ambiente a una temperatura di 30°C . L'uva, che viene schiacciata dal peso dei grappoli sovrastanti, inizia a liberare il mosto e ha inizio una fermentazione intracellulare negli acini ad opera dei lieviti autoctoni dell'uva . Avremo la formazione di glicerina  mentre una parte dell'acido malico viene demolito, questo comporterà una riduzione dell'acidità fissa, i tannini saranno decisamente meno agressivi e il colore sarà molto intenso con sfumature violacee. Si formeranno nuovi composti profumati che ricordano la fragola e il lampone oltre che un profumo intenso di uva. 
Questa massa viene poi pigiata e messa in una vasca per proseguire la fermentazione alcolica e la sucessiva fermentazione malolattica.
La produzione di questo vino spazia in tutta Italia, isole comprese, anche se la massima produzione la si trova al nord e al centro. E'stata quantificata una produzione in Italia di circa 20 milioni di bottiglie (in Francia circa 60 milioni) in testa Il Veneto e la Toscana. I vitigni più utilizzati sono, nell' ordine, Merlot, Sangiovese, Cabernet, Montepulcaino e Barbera. Interessanti i vini novelli ottenuti da Teroldego, Ciliegiolo, Nero d'Avola e Refosco

Per la legge italiana si parla di vino novello quando viene utilizzata la macerazione carbonica per almeno il 30% dell'uva, il restante 70% può essere vino della vendemmia precedente. Non è così in Francia, nel Beaujolais dove ha trovato i natali questo vino, dove vengono utilizzate solo uve Gamay che hanno subito tutte la macerazione carbonica (non solo il 30%). Il Beaujolais Nouveau viene messo in commercio dopo la mezzanotte del 3° mercoledì di Novembre.
Tutto il vino così ottenuto deve essere imbottigliato entro il 31 dicembre dell'anno della vendemmia ed è preferibile consumarlo nel giro di 6 mesi.
Per il servizio si consiglia una temperatura che va dai 14° ai 16°C in un bicchiere a calice di medie dimensioni tipo tulipano medio.